martedì 2 giugno 2026

Festa della Repubblica: commemorazione da parte del sindaco Mauro Giroletti

Martedì 02 giugno 2026 si è tenuta a Sergnano la commemorazione pubblica per l'80° anniversario della Repubblica Italiana. L'amministrazione comunale ha celebrato la ricorrenza con il corteo per le vie del paese con l'accompagnamento musicale della banda S. Martino Vescovo e della banda G. Verdi di Caselle in Pittari, seguito dalla deposizione della corona d'alloro presso il monumento dei caduti con la benedizione del parroco don Remo Tedoldi. Presenti alla cerimonia anche l'assessore del Comune di Caselle in Pittari, il sindaco di Pianengo Roberto Barbaglio e il sindaco dei ragazzi Elia Pavesi.

Nel corso della manifestazione sono stati ricordati tutti i sindaci di Sergnano dalla liberazione al giorno d'oggi con la consegna di una speciale onorificenza consegnata ai familiari e agli ex primi cittadini ancora in vita. ecco l'elenco dei sindaci con i relativi anni di mandato: Giovanni Soldati (1945-1946), Gino Crotti (1946-1947), Domenico Pellegrini (1948-1952), Agostino Giuseppe Scarpelli (1952-1956), Zino Carpani (1956-1964), Andrea Bonizzi (1965-1975), Giuseppe Battista Bianchessi (1975-1985), Maurizio Grassi (1985-1995), Domenico Benelli (1995-1999), Domenico Franceschini (1999- 2009), Gianluigi Bernardi (2009-2019), Angelo Scarpelli (2019-2024).

Il sindaco Mauro Giroletti ha quindi pronunciato il proprio discorso alla cittadinanza:

Care e cari concittadini di Sergnano, care e cari cittadini di Caselle in Pittari,
un ringraziamento a voi tutti per essere qui presenti a questa commemorazione ufficiale per l’80° anniversario della Repubblica Italiana. Parimenti un doveroso ringraziamento a tutte le autorità civili e religiose qui presenti, ai corpi bandistici di Sergnano e Caselle in Pittari che proprio in questi giorni stanno celebrando il loro primo gemellaggio musicale, agli ex sindaci di Sergnano e agli amministratori del Comune di Caselle in Pittari che hanno scelto di onorare con noi questa importante giornata.

Oggi siamo qui per ricordare gli 80 anni della Repubblica. Tanti anni sono passati da quel 2 giugno 1946, data in cui il popolo italiano ha deciso liberamente ed in piena coscienza, tramite lo strumento democratico del referendum, la forma istituzionale repubblicana. Quella consultazione vide una larghissima partecipazione di elettori e par la prima volta nella storia del nostro Paese di elettrici. Il segno dell’unità di popolo, infatti, fu simbolicamente impresso dal voto delle donne, chiamate finalmente alle urne. Quel segno diede alla Repubblica un carattere democratico indelebile, avviando un percorso, ancora in atto, verso la piena parità.

L’Italia usciva dalla seconda guerra mondiale come un Paese sconfitto e ferito, una Nazione da ricostruire completamente sia sotto il profilo materiale, con città e fabbriche distrutte dai bombardamenti, sia sotto il profilo morale, dopo oltre vent’anni di dittatura, che aveva privato i cittadini dei propri diritti e del bene più prezioso per ogni essere umano: la libertà. Fu però lungimirante la reazione della classe dirigente di allora e la società civile, che unendosi e sapendo andare oltre le divisioni politiche di parte, ha saputo costruire fin da subito le fondamenta di un Paese migliore in cui fosse possibile la libertà di parola, di impresa, di associazione e di espressione per tutti i cittadini.

L’Assemblea costituente, eletta contestualmente al referendum che sancì la scelta repubblicana, fu capace di trovare una sintesi di alto valore mentre la dialettica politica si sviluppava tra convergenze e contrasti, anche molto forti. Di mattina i costituenti discutevano - e si contrapponevano - sulle misure concrete di governo, nel pomeriggio, insieme, componevano i tasselli della nostra carta costituzionale. La Costituzione italiana, che ha ispirato e guidato il Paese per tutti questi decenni.

La nostra Repubblica si fonda dunque su valori condivisi, più che mai attuali. Oggi viviamo in uno Stato libero e democratico: questo lo dobbiamo al sacrificio di tante persone. Innanzitutto ai partigiani e ai soldati alleati che hanno combattuto nella seconda guerra mondiale per conquistare la nostra libertà. E successivamente ai tanti caduti nell’adempimento del proprio dovere nei confronti dello Stato: magistrati, uomini delle istituzioni, esponenti delle forze armate e delle forze dell’ordine. Nella giornata di oggi e per gli anni a venire, si impone a noi tutti il rispetto per quelle vittime e il dovere di mantenerne sempre vivo il ricordo, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni, perché è importante saper coniugare la memoria storica con l’educazione dei ragazzi ad una consapevole cittadinanza democratica.

Come ci ha ricordato il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “La Repubblica è uno spartiacque nella nostra storia. Non uno Stato che sovrasta i cittadini ma uno Stato che riconosce i diritti inviolabili, la libertà delle persone, le autonomie della comunità”. La giornata odierna rappresenta per noi tutti non solo un’occasione di festa, ma anche un momento di riflessione e condivisione sui valori alla base della nostra Costituzione repubblicana. Dobbiamo sempre ricordare che libertà, democrazia e rispetto dei diritti umani non sono parole vuote e scontate, non sono diritti acquisiti e garantiti per sempre ma sono principi che vanno ribaditi e tutelati ogni giorno, sempre di più. Spetta a noi tutti ed in futuro alle nuove generazioni continuare a tramandare e onorare questi valori, che sono patrimonio di tutti: ieri, oggi e negli anni a venire. Con questo auspicio auguro a tutti voi, cari concittadini, buon 2 Giugno…W la Repubblica Italiana!

Mauro Giroletti - Sindaco di Sergnano

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