“L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni”
Care e cari concittadini,
ho voluto iniziare questa commemorazione della Festa della Liberazione citando l’articolo 11 della nostra Costituzione perché proprio quest’anno ricorre l’80° anniversario dalla proclamazione della Repubblica Italiana, evento che ricorderemo solennemente il prossimo 02 giugno con una grande manifestazione pubblica.
C’è un filo rosso che lega le ricorrenze del 25 aprile e del 02 giugno perché la Liberazione del nostro Paese dalla dittatura fascista e dall’occupazione militare nazista è stata anche la vittoria della democrazia e della libertà, principi che sono stati poi alla base della nostra Costituzione repubblicana. Per questo motivo entrambe le giornate devono essere occasione di ricordo unitario per tutta la Nazione, perchè la Festa della Liberazione e la Festa della Repubblica sono feste di tutti gli italiani, nessuno escluso.
La nostra Repubblica si fonda su valori condivisi che allora erano messi in pericolo dalla presenza di un regime oppressivo nei confronti dei cittadini, che aveva privato la popolazione dei propri diritti e della libertà e aveva portato l'Italia in una rovinosa guerra mondiale che ha causato milioni di vittime, tra soldati e civili, in tutta Europa. La lotta contro l'occupazione nazifascista ha unito nelle formazioni partigiane in città e campagne uomini e donne, giovani e anziani, di tutte le estrazioni sociali, culturali e politiche. Insieme hanno lottato, e molti sono anche morti, per costruire un Paese migliore in cui fosse possibile la libertà di parola, di impresa, di associazione e di espressione per tutti i cittadini. Oggi viviamo in uno Stato libero e democratico: questo lo dobbiamo innanzitutto al sacrificio di tanti partigiani e soldati alleati. Nella giornata di oggi e per gli anni a venire, si impone a noi tutti il rispetto per quelle vittime e il dovere di mantenere sempre vivo il ricordo per i caduti di tutte le guerre nella speranza di un futuro di pace per l’intera umanità.
Pace! Più che mai al giorno d’oggi questa parola ci deve spingere a profonda riflessione. Anche a questo proposito ho citato in apertura l’articolo 11 della nostra Costituzione. Occorre ribadire che l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Sono concetti scritti dai Padri Costituenti 80 anni fa ma che restano purtroppo attuali, in un mondo dove occorre sempre più ricostruire un impegno collettivo in favore della pace, della giustizia e del rispetto del diritto internazionale. Ce lo ha ricordato molte volte il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nei discorsi ufficiali, ce lo ricorda con la propria testimonianza Papa Leone XIV. Una pace che non è solo assenza di conflitto, ma espressione di giustizia e di dignità. Le organizzazioni internazionali in primis si facciano promotrici di una forte azione diplomatica per una pace giusta e per garantire libera autodeterminazione ai popoli contro ogni forma di aggressione alla sovranità delle Nazioni. Tutte le persone che abitano la nostra Terra godono degli stessi diritti, innati e universali: questo è il principio che deve stare alla base della convivenza pacifica tra le Nazioni.
La data del 25 Aprile, giorno della liberazione di Milano, è stata scelta come anniversario della ritrovata libertà per l'Italia intera. Con la liberazione delle grandi città del Nord e la successiva resa delle forze armate tedesche in Italia, la primavera del 1945 ha segnato la fine della Seconda Guerra Mondiale nel nostro Paese. A tanti anni di distanza da questi eventi, la giornata odierna rappresenta per noi tutti un’occasione di festa, condivisione e incontro per ricordare i valori alla base della nostra Costituzione repubblicana. Valori da trasmettere soprattutto alle nuove generazioni, perché è importante saper coniugare la memoria storica con l’educazione dei ragazzi ad una consapevole cittadinanza democratica. Dobbiamo sempre ricordare che i valori universali che abbiamo ereditato dalla Resistenza non sono diritti acquisiti e garantiti per sempre. Pace, libertà, democrazia e rispetto dei diritti umani non sono parole vuote e scontate, ma sono principi che vanno ribaditi e tutelati ogni giorno, sempre di più. Spetta a noi tutti ed in futuro alle nuove generazioni continuare a tramandare e onorare questi valori, che sono patrimonio per l’intera umanità. Con questa speranza auguro a tutti voi, cari concittadini, buon 25 Aprile!
Mauro Giroletti - Sindaco di Sergnano
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