Care concittadine, cari concitadini,
oggi ricordiamo ufficialmente la fine della Prima Guerra Mondiale, commemorando la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate: una festa che, anche dopo oltre un secolo da quel 04 novembre 1918, deve continuare ad essere ben presente nella memoria collettiva del nostro Paese. domenica 2 novembre 2025
Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate: commemorazione della ricorrenza da parte del sindaco Mauro Giroletti
Domenica 02 novembre 2025 l'amministrazione comunale di Sergnano ha celebrato ufficialmente la giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, commemorando i caduti di tutte le guerre. Il sindaco Mauro Giroletti ha pronunciato un discorso per ricordare l'anniversario della fine della Prima Guerra Mondiale (04 novembre 1918) e onorare i soldati caduti. Ecco il testo integrale dell'intervento:
Al termine della guerra ’15-’18 l’Italia riuscì a portare a termine il processo di unificazione nazionale con l’aggiunta delle regioni Trentino - Alto Adige e Venezia Giulia entro i nostri confini nazionali. Oggi vogliamo giustamente ricordare la raggiunta Unità Nazionale, senza però dimenticare il grande sacrificio che allora fecero le nostre Forze Armate; perchè questa ricorrenza va giustamente dedicata anche alle onoranze funebri per i soldati morti sui campi di battaglia in Italia e in tutta Europa. Durante la Prima Guerra Mondiale persero la vita al fronte oltre 16 milioni di uomini di tutte le Nazioni del Mondo, tra cui 650 mila militari italiani.
Nella giornata di oggi e per gli anni a venire, si impone a tutti noi il rispetto per queste vittime e il dovere di mantenere sempre vivo il ricordo per i caduti di tutte le guerre, passate e presenti. Di fronte al sacrificio di tante persone, soprattutto giovani, deve alzarsi forte il nostro auspicio per un mondo dove pace, democrazia e libertà possano essere valori veramente condivisi da tutte le Nazioni, oggi e per sempre. Questa riflessione si impone soprattutto nella realtà odierna, caratterizzata da uno scenario internazionale davvero preoccupante. Non solo la drammatica situazione che sta vivendo la popolazione dell’Ucraina o di Gaza, dove una fragile tregua è costantemente messa alla prova. Nel nostro mondo, purtroppo, sono oltre 50 i conflitti attivi: un numero impressionante, che porta con sé un tragico bilancio di vittime anche tra la popolazione civile tra cui donne e bambini, vittime innocenti in ogni guerra.
“Inutile strage”, con questo termine Papa Benedetto XV definì la Prima Guerra Mondiale in una lettera indirizzata a tutti i Capi di Stato delle potenze belligeranti. “Ci facciamo voce di chi non è ascoltato e non ha voce. Bisogna osare la pace!” è l’appello recente di Papa Leone a tutti i leaders mondiali di oggi. Il mio augurio è che questi discorsi non cadano nel vuoto, che le organizzazioni internazionali in primis si facciano promotrici di una forte azione diplomatica per una pace giusta e per ripristinare il diritto internazionale che garantisca una libera autodeterminazione dei popoli contro ogni forma di aggressione alla sovranità delle Nazioni. Tutte le persone che abitano la nostra Terra godono degli stesi diritti, innati e universali. Il primo (forse) è quello di poter vivere la propria esistenza in pace e serenità.
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